venerdì 7 giugno 2013

Pupille tigrate

Non posso
non vengo
non carpirmi,
tanto non vendo
il buono e l'orrendo
se riesco mi stendo
so anche abdicare
dal sole riflesso
dal vento  perplesso,
che son'io
quando miagolo col cuore.
Ma,
il fiore nascente
il buio calante
il magma esondante
l'istinto bruciante
sono pugni a cui
non so sottrarmi
pugni che so contenere
con guardia alta
con spalle serrate
e pupille tigrate.

domenica 26 maggio 2013

Tacete voi da quelle scatole parlanti




Tacete voi, da quelle scatole parlanti
tacete coi vostri accecanti sensazionalismi
tacete ora, con quei convinti sorrisi petulanti
voi scellerati opinionisti, populisti, redazionalisti
svegliate quelle mormoranti e lamentose cicale
le avete riempito giacigli di comoda paglia
e si inondano in un mare che voluttuoso sale
come nero catrame in squarciante faglia.

-E' pur vero che un Europa forte è un grande sogno
ma ora si sta profilando un ammaliante inganno-

Con la leva dell'orgoglio, con fallace pregiudizio
e con quel velo di ostentato buonismo paterno
avete riempito di retorica ogni umano orifizio
voi negazionisti, pur smascherati e con le spalle al muro
ponete tutti sull'attenti, ritti come le stalattiti dal general inverno
e se qualcuno obbietta, è canzonato in lontano tempo duraturo.
.
Certo è meglio discettare del Belzebù col bunga- bunga
che la sua morale ci affossa in strazianti mari di lussuria
e se in delirio senza fine, sostenete vuota arringa
scudisciate frusta per l'italiano ancor perso in baldoria!

E' questa l'in- sondata radice del nostro albero del peccato
ed è per questo che mangiamo questa mela avvelenata
il gigante ha ascoltato la melodia e s'è addormentato
e il caudillo lesto col pennacchio "spadacchia", op là, la testa è tagliata.

Persino se il bicchiere in molti cocci è spezzato
continuiamo a vederlo mezzo pieno, con italico ottimismo
e seppur fosse un placebo, "nessuno ha mai ammazzato"
ma or ora può agire senza alcun disturbo, il tronfio imperialismo.

mercoledì 17 aprile 2013

Dialoghi con l'anima

Oh anima, effondi gli effluvi
di forze potenti, tu che erompi
la porta dell'alto celeste,
lasciami condurre la biga
dei cavalli indomati. 

Quanto disprezzo soggiace
nel profondo dell'intimo
ti osservo nelle tue espansioni
in ogni valle del creato
nel mio intimo celato
ma io ti inseguo
guidando me stesso con passo tremante
e il buio esistenziale mi acceca
fuggo da una luce
che è bramata come il prezioso oro,
protendo verso tanto splendore
ma rimango abbagliato da tanto chiarore.

"Fallace essere umano
nella tua cieca permanenza terrena
vuoi mostrare te stesso
con ammalianti parole
almeno resta in silenzio
se intendi comunicare
senti quanti saperi 
affiorano come sbuffi improvvisi
dalla forca del drago
senti, dalla fonte dell'oblio
quanta lava possa eruttare. 
Non ti accorgi che la parola
insegue se stessa
e si pone su un altare
dove gli uomini possano 
deporre i loro doni?
Non vedi come esse siano
un vuoto oscuro
che inghiotte i tuoi respiri
e ti reifica la vita?
Queste parole possono avvolgerti
in una ragnatela di ferro 
di un metallo luccicante
e tu diventi un bozzolo
che imprigiona le tue membra
e continui a starnazzare dalla tua cella dorata;
giri come scimmia impazzita
e non avverti come
stai alzando alti muri
e profondi fossati
per sfuggire al canto del mondo". 

Certo anima bella, seguirò il tuo volere
mi prostrerò umilmente ai tuoi piedi
dimmi cosa vuoi?

"Queste assurde suppliche
sono solamente dei stolti conati
che offendono le mie orecchie.
Pensi che queste implorazione
e qualche dono su un altare
possano risvegliare il mistero?
Non credere che queste sciocche usanze 
possano far vibrare le mie possenti corde
e richiamare l'attenzione del creatore.

Questi sono solamente dei puerili
pianti che abitano le tue credenze.
Visto che sono imprigionata in te
vorrei che tu lavorassi su te stesso
con coraggio e sapienza.
Ti inerpichi in buie gallerie per sfuggire
a ciò che importa per noi.
Voi uomini avete eliminato il male
e lo avete posto nel fondo dei vostri cuori.
Ma esso si ribella in quanto forza indomita
puoi negarla ma agiterà le tue notti.
Vorrei che seguissi nel tuo cammino 
gli insegnamenti della madre terra;
vedi quell'albero vuole ascendere verso l'immenso
ma ha potenti radici per farlo
mentre voi umani siete dei fuscelli
che un debole vento può abbattere
senza fatica alcuna.
Voi avete eliminato il male
e vi è rimasto il bene che cresce su radici aride
perché scava terreni sterili.
Entra in te stesso nel tuo oscuro magma
senza scartare il nero che ti avvolge
la tua ombra ti insegue
fa sussultare le tue viscere 
esilia le tue usanze
e sonda le apparenze
hai bisogno di radici potenti
però, per contemplare il cielo.
Fin'ora non hai fatto altro che 
volere ascendere alle alte vette
con una scala di parole..."

lunedì 4 marzo 2013

Sentire col cuore





Discutere di ricchezza e di "ricchi", delle ingiustizie ad essa legate, della povertà che ne fa da contraltare, inducono a ragionare con una certa, seppur, affascinante superficialità. Non è per forza un male intendiamoci. 
Anzi, talvolta preserva da deliri psicotici e arreca, di conseguenza, maggiore serenità. Però,  in uno di questi giorni mi ha toccato una sorta di intuizione in quanto, contemplando un tramonto, ho compreso quanto possa essere folle ed estremo il mondo sicuro ed ovattato che ci siamo creati. Ammirando il declino del sole ho potuto notare altri piccoli particolari: la presenza non minacciosa di nuvole (il quale conferiva al cielo profondità e colori bellissimi), alberi scroscianti in attesa della lunga notte, uccelli volteggianti in traiettorie mai banali,insomma da ciò ho dedotto quanta spiritualità vi sia nel mondo e di quanto essa scompaia, discreta, all'arrivo di coloro i quali misurano la loro felicità col tintinnare del denaro. Ho ringraziato l'esistenza di farmi dono di sensazioni intime che si possono provare e mai comprare. Adesso capisco perché luoghi bellissimi come Portofino o Cortina sanno di tristezza, perché la loro "anima" si è ritirata per non essere violentata dall'arroganza del potere di chi tutto può comprare ma è sorda e "timida" di fronte a certe debolezze umane.













Questa incapacità di sentire, questa malattia della logica che tutto riduce a rapporti di grandezza, a questa sovranità del Freudismo, il quale tutto riduce a sintomi e malattie, limita l'uomo a mero dato, a puro istinto. Purtroppo anche aver eliminato le fantasie, manifestazioni spontanee e traboccanti della nostra psiche, che ci caratterizzano come esseri unici, sono diventati un grosso problema. Jung affermava "“gli Dèi fuggiti sono divenuti malattie”. Come non dargli  ragione. Anche se l'uomo moderno ha liquidato queste "fantasie" come qualcosa di inutile e dannoso, esse non smettono di agire nella nostra parte  inconscia e chiedono un loro spazio attraverso sintomi, paure ignote, lapsus.
Hillman, il più originale seguace di Jung, suggerisce di recuperare il mondo mitico della grecità psichica. Il mondo mitico si differenzia dal mondo logico e lineare per adottare una formazione del tempo circolare. Nel tempo circolare gli eventi storici ritornano potendoli collocare e attualizzare in speciali contesti. I miti generalmente servano per spiegare la nascita dell'uomo, gli eventi  e gli agenti scatenanti di questo misterioso antefatto. Il rito serviva (e serve ancor'oggi per alcune civiltà che vivono ancora i propri miti) per impossessarsi pervicacemente o meglio per interiorizzare quelle pratiche esoteriche utili a comprendere l'origine della creazione, ritenute sacre  e vere in quanto narranti le gesta degli Dei, fondatori del mondo. Questo elemento riempe di senso l'orizzonte immaginifico dell'uomo e permette la trasmissione del patrimonio culturale di un dato popolo (1).  Attraverso la narrazione vi è una presentazione della realtà fattuale e non extra sensibile, immaginata a livello noetico, come pura intellezione, dove  appunto i fatti sono spiegati con immagini con una forte connotazione affettiva. Possiamo immaginare come il mondo mitico, in tal contesto, possa adombrare quello del logos, della parola, per via della capacità di rappresentare un mondo estetico, caldo e dalle forti connotazioni emotive. Certamente il primato della razionalità non solo ha schiacciato quello del mito ma forse lo ha compresso in categorie etichettandolo come "non vero", non utile e quindi da rigettare in toto. E' forse utilizzabile solo per poesie e racconti per appagare un indefinito senso estetico o un non meglio identificato bisogno di sfuggire dalla realtà per mezzo della fantasia.
In realtà questo mondo d'immagini sembra vivere una vita propria e richiede alla "vittima" uomo di attualizzarsi nel mondo.  Come dice Jung, in qualche modo siamo vissuti, proprio da quelle immagini che seppur apparentemente illogiche, costituiscono il linguaggio dell'anima, come ben ci annuncia James Hillman (2).  
Questo mondo seppur stigmatizzato negativamente, violentato  e smitizzato è tornato prepotente nei sintomi, secondo la tesi di Hillman,(3) che ci avvertono quasi urlando la loro realtà immaginale. In effetti, è lo stesso psicologo americano che ritiene impossibile la fuga da quel mondo in quanto, la psiche, è costituita da immagini e i suoi mattoni fondamentali sono propri quegli archetipi, quei modelli umani, descrittori di una particolare realtà che ha in ognuno connotazioni universali (valide per tutti) ma personali (rappresentate e vissute con modalità diverse). 
L'idea di Hillman, fondatore della psicologia archetipica, è di riscoprire quel mondo per curare una psiche inaridita dalla sovranità dei concetti, il quale banalizzano le esperienze umane ingrigendo il senso dell'uomo stesso. 

Per Thomas Moore:  “La psicologia archetipica non è una psicologia degli archetipi. La sua attività primaria non consiste nel far corrispondere temi della mitologia e dell’arte ad analoghi temi della vita. L’idea è piuttosto di vedere come mito e come poesia ogni frammento della vita e ogni sogno.” (4)

In ultimo, è lo stesso Hillman che porta all'attenzione i pericoli insiti nel mito. Ossia la tentazione di sacralizzarlo, di prenderlo alla lettera in toto come è tramandato, perdendo di fatto quella tipica connotazione di stimolatore di significati arcaici e contenitrice d'elaborazioni personali.



1. http://www.poiein.it/autori/M/mito.htm
2. "Il codice dell'anima"  James Hillman, Adelphi, 1997
3."La vana fuga dagli Dei" James Hillman Adelphi, 1991
4. "Fuochi blu" Thomas Moore, James Hillman