Daimon - Poesia di Massimiliano Moresco (Spiritualità)
Prima della nascita, secondo James Hillman e Platone prima di lui, l'anima di ciascuno di noi sceglie un'immagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro. Tuttavia, nel venire al mondo, secondo questa concezione dimentichiamo tutto questo e crediamo di essere venuti vuoti. È il daimon che ricorda il contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui dunque il portatore del nostro destino.
Ci guida da lassù, daimon
Nel sentir che appaga
L'ora perspicace e funesta;
Consigliar nel sonno intende, intende
Rivelare la sua natura albeggiante
Che insinuarsi nel sogno vuole.
Ancora io ricordo nel cuore greve
Nel cuor che assale ogni speme
Quel nitore netto da qual destino
Tutti noi, con inusuale urgenza,
Discendiamo irradiando luce
Da luce di primordiale scintilla.
Ed è freccia scoccata nell'essenza
Senza ricordi da acarezzare
Senza lezioni da impartire
Ma che vocazione spinge,
Spinge nel rivelar un'inclinazione
In quei sintomi che volteggiano
Nei volti velati dal vento,
Dileggiando onnipotente
Il senso del comune sentire.
mercoledì 27 novembre 2013
martedì 26 novembre 2013
mercoledì 9 ottobre 2013
Libertà e liberismo - Poesia di Massimiliano Moresco (Sociale)
Libertà e liberismo - Poesia di Massimiliano Moresco (Sociale)
Ama e ridi,
Gioisci, la grazia scende dal cielo,
Una tonalità di colori sfuocati
Si arrende all'evidenza
Dei tuoi sospiri.
Le loro parole, saggie
Ti avvolgono in bozzoli filamentosi
Scolpendoti un mondo rosa necessario
Scolpendoti un sentiero
Che sfocia in un grigio emissario.
Austerity!
Recitano in coro
Con visi e scolpiti
E sguardi sgualciti.
Austerity!
Pur sapendo che l'evidenza
Si manifesta in tutto il suo furore.
Austerity!
Per saziare i desideri
Di decadenti predatori
Dilaniatori di vitali anime.
Anime,
Appese al crocefisso dell'integrazione.
Ama e ridi,
Gioisci, la grazia scende dal cielo,
Una tonalità di colori sfuocati
Si arrende all'evidenza
Dei tuoi sospiri.
Le loro parole, saggie
Ti avvolgono in bozzoli filamentosi
Scolpendoti un mondo rosa necessario
Scolpendoti un sentiero
Che sfocia in un grigio emissario.
Austerity!
Recitano in coro
Con visi e scolpiti
E sguardi sgualciti.
Austerity!
Pur sapendo che l'evidenza
Si manifesta in tutto il suo furore.
Austerity!
Per saziare i desideri
Di decadenti predatori
Dilaniatori di vitali anime.
Anime,
Appese al crocefisso dell'integrazione.
sabato 21 settembre 2013
Il cuore in borsa - Poesia di Massimiliano Moresco (Ribellione)
Il cuore in borsa - Poesia di Massimiliano Moresco (Ribellione)
Porgo il mio cuore in salamoia
Per riparararlo da collose consuetudini.
Riparo il mio corpo dai deliri estetici
Per assaporare lo zucchero di frammenti estatici.
Assolutizzo il passo nel cesso dell'esistenza
Adombrando felinamente la costanza
Nel suo tintinnio di petulante cadenza.
È elementare
Come la meccanica del mare
Quest'osso che scarnifica la pelle.
E sembra proprio guardarmi beffardamente
Con occhi compiti e ostinati
Verso i mari inviolati
Verso i draghi ammainati
Che eternamente attualizzano il pozzo
Laddove lembi di fuoco
Violentano il fiotto della volenterosa volontà.
Porgo il mio cuore in salamoia
Per riparararlo da collose consuetudini.
Riparo il mio corpo dai deliri estetici
Per assaporare lo zucchero di frammenti estatici.
Assolutizzo il passo nel cesso dell'esistenza
Adombrando felinamente la costanza
Nel suo tintinnio di petulante cadenza.
È elementare
Come la meccanica del mare
Quest'osso che scarnifica la pelle.
E sembra proprio guardarmi beffardamente
Con occhi compiti e ostinati
Verso i mari inviolati
Verso i draghi ammainati
Che eternamente attualizzano il pozzo
Laddove lembi di fuoco
Violentano il fiotto della volenterosa volontà.
domenica 15 settembre 2013
Mano secca
La prospettiva per individuarsi
Prevede solitudine.
Sarà perché appoggia un masso,
Sarà perché libera un flusso
Nei sentieri liquidi del mare mosso.
La vela al vento
Non chiede mai permesso
Per volare verso il suo successo
E la condizione delll'umano canto
È perire nel proprio incanto:
Laddove l'io salpa nella voglia
La volontà libera ogni briglia.
Seppur la mandria si situa negli impulsi elettrici
Ridondante nella crisi ermetica
La lava che cola golosa
Brama, silente ma presente,
Il palazzo innevato da un usato manto.
Sembra edificante origliare il golgota,
Può essere allettante seguire itaca
La tentazione di sorridere alla confusione
Entra nell'arredamento della mente.
Ma la melodia s'allinea sulla porta
Ed è importante essere all'erta
Nell'eventualità che una mano secca
Pervada il delizioso mistero dell'alba.
Iscriviti a:
Post (Atom)