lunedì 7 gennaio 2013

Ideale e anima



Un uomo che percepisce l'attimo presente non ha bisogno dell'ideale. Questo secondo Nietzsche è il manifestarsi dell'uomo nuovo, di colui il quale non osserva l'ombra del vero della caverna Platonica, ma è egli stesso vero, in quanto è un libero fluire che plasma senza darvi forzatamente un senso. Egli stesso quindi è uno sgorgare, zampilloso, magmatico, di pura creazione. L'uomo crea a prescindere dalla propria volontà e normalmente si manifesta nella libertà dei sogni e nell'arte immaginativa. Però se la volontà si pone in contrasto con la fertilità del creare ne incaglia lo spirito nella fredda gabbia della staticità. L'idealismo, secondo questa visione quindi, si contrappone alla vita, in quanto pone l'essenza dell'uomo nel senso dell'altrove dove regna la staticità e, di conseguenza, dove regna un mondo sicuro. Ma questa certezza poggia su basi traballanti che pongono l'essere umano nella condizione di obbedire all'immagine idealistica. Per questo nella visone di Nietzsche è bene affidarsi alla realtà terrena: gettare quindi le basi sul nero della terra il quale, con la sua impurità, diventa l'unico luogo fertile per la germinazione dei semi dello spirito.
Dei punti in comune li troviamo nel Libro Rosso Di C. G. Jung. Egli sostiene come l'ideale sia importante per l'essere umano finché non si pone in contrasto con la sua vita. E' come un sostegno, una metà agognata che motiva ma va necessariamente  abbandonata qualora (o nel momento in cui) il suo compito si esaurisce. Afferma lo psichiatra, " gli ideali in conformità con la loro natura, sono stati desiderati e pensati, ed esistono in questo senso, solo in questo senso. Ma la loro efficacia è innegabile. Chi pensa di vivere o di poter vivere nella realtà i propri ideali soffre di megalomania e si comporta da pazzo atteggiandosi lui stesso ad ideale: ma l'eroe è caduto. Gli ideali sono mortali per cui è meglio prepararsi alla loro fine [...]l'ideale è uno strumento che possa essere accantonato in ogni momento, una fiaccola sulla strada buia..." (L. R. Jung, p.157). 
L'ideale quindi porta celato il duplice messaggio di rinnovamento e guida nell'oscurità ma pure vi è insito il comando, quel tu devi, che in Nietzsche deve necessariamente essere trasceso, attraverso le celebri tre metamorfosi dello spirito. Il cammello il quale risponde all'imperativo "tu devi", non segue invero la sua volontà, preferisce porgere la sua vita  servizievole, nelle mani altrui in modo da garantirsi un po di sicurezza e cibo senza preoccuparsi d'altro. E' insomma l'allegoria dell'uomo a suo agio nel gregge che vende la propria libertà in cambio di beni rassicuranti. Ma il filosofo Tedesco in tono profetico annuncia la necessità di un cambio di rotta. Dovrà subire una metamorfosi nel "leone", nel colui che ruggisce, è l'io voglio, che pretende la libertà dal drago il quale lo rende schiavo con i suoi comandi. Il drago dalle mille scaglie d'oro ossia la rappresentazioni di tutti i valori, i comportamenti, la morale imperante e la morale stessa, gli atteggiamenti che agendo come costrizioni nell'inconscio inducono l'uomo a vivere una vita non autentica. Nietzsche infatti intravede nell'essere umano  un artista, un creatore, creatore di valori utili alla sua vita, che potenzia la vita stessa. Il simbolo di questa trasformazione è il leone,  un ruggente ribelle che si scaglia contro queste imposizioni che lo pongono in uno stato di sottomissione. Egli, con la sua forza animale distrugge quindi questi modelli di comportamento, questi valori per far spazio all'ultima trasformazione:  "Creare valori nuovi – di ciò il leone non è ancora capace: ma crearsi la libertà per una nuova creazione – di questo è capace la potenza del leone." (Nietzsche, Così parlò Zarathustra, p. ..). 

Insomma, spetta  al leone creare un vuoto dai condizionamenti, un terreno fertile per l'ultima trasformazione, quella del fanciullo. Egli è, diventa puro gioco creativo,l'oltre uomo. Colui che crea per creare e il suo fine si esaurisce nella gioia di manifestare il proprio sé senza scopi, un dire si gioioso alla propria natura senza gravami esterni, con l'innocenza del gioco.
Un pensiero enigmatico ad una lettura superficiale potrebbe sembrare inaccettabile. Jung afferma : " dovremo crescere come un albero che non conosce neppure lui la sua legge. Restiamo invece vincolati alle nostre intenzioni, senza sapere che l'intenzione limita, anzi esclude la vita.Crediamo di poter rischiarare l'oscurità con le intenzioni e in questo modo non cogliamo la luce". (Jung, p.32)
In un altro passo Jung afferma che vivere  non è necessariamente un piacere anzi è un fardello tragico, un percorso periglioso, pieno di insidie, da percorrere come compito dell'anima e per l'anima, come affermerebbe giustamente Hillman.
L'ideale non va abbandonato quindi anzi va sostenuto incoraggiato, capendo e carpendo la sua funzione im-permanente e fugace. E' una sorta di fiaccola che illumina il buio del mare in tempesta ma che, giunti a destinazione, è utile lasciare spegnere, in quanto  la sua benefica fiamma cessa il suo effetto e dovrebbe lasciare spazio  alla luce di altri combustibili più adeguati. 
L'essenza dell'uomo è come il mercurio. Qualcuno ha mai cercato di prendere il mercurio? Sfugge via come una serpe tra i rovi! L'anima dell'uomo non può essere incagliata ma INCANALATA verso mete soffuse e poco chiare ma che lampi e chiarori gettano istantanei bagliori sull'intricato sentiero da percorrere.
Nell'occidente, da Cartesio in poi, si è separata in maniera arbitraria la mente logica da quella creativa, generando, di fatto, le costituenti della scienza moderna. Forse in quel momento era necessario, era quella fiaccola che serviva a percorrere la necessità di una scienza indubbiamente foriera di grandi vantaggi per l'umanità.
 Tra gli altri, proprio Jung si era accorto di questa scissione e in un capitolo del libro rosso avviene un colloquio dello psichiatra(nel sogno) altamente simbolico, quello con Izdubar. Trovo che "l'incontro" di Jung con Izdubar sia uno dei passaggi di maggior pregio del libro per la densità poetica, per l'altezza dei contenuti e per la capacità di utilizzare un linguaggio semplice, pur nella sua complessità . In questo capitolo del Libro (che a mio avviso va letto con moderazione. E' come una medicina: a piccole dosi è benefica in grandi quantità provoca disturbi, almeno personalmente) troviamo una grande intuizione, specialmente per l'epoca, ossia l'incontro tra occidente ed oriente. In tale presentimento Jung credo abbia afferrato, come una tremenda folgorazione, il necessario dialogo e la compenetrazione tra i due sistemi orientati rispettivamente al mondo esteriore e a quello interiore. Tale confronto sta oggi infatti diventando una necessità per l'integrazione dell'essere umano e i tempi sono forse maturi per lo sbocciare di un uomo creatore e generatore di valori nuovi. Valori ed ideali che servano l'uomo e non il contrario: quindi mutabili a seconda delle circostanze e delle esigenze. Tra l'altro la sublime immagine dell'uomo occidentale, il quale rischia la cecità a seguito dell'impatto con la sapienza orientale e (a causa dell'accecante "luce del sol levante") trovo sia una metafora molto potente, in grado di oltrepassare le soglie di una razionalità sempre in agguato. Nel contempo il necessario veleno della scienza occidentale, la stessa razionalità, diventano un velenoso toccasana per il potere immenso che può esercitare sull'uomo la pura e mercuriale energia divina, costretta a vivere in una forma limitata e limitante come il corpo umano, costringendo infatti il "divino" ad accettare la sua tragica ma necessaria "caduta".



Fine 1° parte



Bibliografia

C. G. Jung, Libro Rosso, Bollati borlinghieri, Torino
F. W. Nietzsche, Così Parlò Zarathustra, Adelphi, Milano
J. Hillman, Il codice dell'anima, Adelphi, Milano 



mercoledì 2 gennaio 2013

Lasciati fluire





Tu, io!
Lascia fluire l'anima
in una valle
che sa di nascosto
che scorre udendo
mille canti celestiali
ebbri di vita e terra
inseguendo i mille colori
ornati di forme
soavi, pure, tintinnanti.
Anima,
Lasciati fluire
come fiume dorato,
energia che distilla
e dell'uomo sei scintilla.
Anima,
lasciati corrompere
erompi i terreni più impervi
affonda le radici veloci
nella radura verdeggiante
fino allora boccheggiante,
da noi così distante,
donando i tuoi frutti rotondi e prelibati
talmente perfetti da rifuggire la gravità:
librati come madre terra
una goccia sospesa nell'universo.

sabato 8 dicembre 2012

Maestri

I miei occhi non odono
le mie orecchie non vedono.
Devo esplicare la mia stupidità
Per raggiungere l'intelligenza.
Sinestesia.

L'albero è il mio maestro! 
Comunica nel fruscio e nella sua imperturbabile vibrazione.
La pietra è il mio maestro!
Nella superficie fredda conserva un cuore di sapienza ancestrale.
Il fiore è il mio maestro!
Delicata essenza di candore
tu mi insegni cosa sia l'amore.
Il cielo stellato è il mio maestro!
Nel suo eterno buio intravedo, luccicanti, scintille di divino.



domenica 1 luglio 2012

Soffio d'amaretto

"Soffio d'amaretto" di Adriano
                                                                                                                                                                                           

Con questo post, voglio inaugurare una nuova sezione che in realtà vera sezione non è ma solo l'estrinsecarsi di una parte del mio mondo tra le quali  la cucina (ma in special modo la pasticceria) rientra tra i miei più vivi interessi. Non sarà l'unico post di cucina e tale argomento non avrà l'esclusiva in quanto amo trattare di tutto ciò che mi ispira.                                                                          
Finita questa piccola introduzione, vorrei principalmente rendere onore ad un grande Maestro di cucina, un food blogger, per usare la terminologia in uso nel magico mondo di internet,  conosciuto da tutti come Adriano. Il suo nome è divenuto famoso grazie principalmente alla sua competenza nonché alle sue ricette ricche di descrizioni particolareggiate e precise le quali hanno permesso a molti aspiranti cuochi e appassionati come il sottoscritto, di imparare tecniche in uso solo a operanti nel settore.                                                                                     Questa torta è una sua invenzione, non molto difficile da realizzare anche per chi non è particolarmente pratico di pasticceria, anche se richiede alcuni accorgimenti necessari per la sua buona riuscita che, in seguito andrò  a esplicitare. Tuttavia questo è un dolce molto buono e particolare, leggero ma gustoso.Insomma una vera leccornia e una festa per le papille gustative!  Tant'è vero che ad ogni compleanno immancabilmente e quasi all'unanimità mi viene richiesta, senza alcuna manifestazione di dubbio, per la sua bontà. Ora passiamo alla ricetta: 

Per il pan di spagna:

  • 5 uova;
  • 160 grammi di zucchero;
  • 40 gr. di fecola;
  • 125 gr. di farina 00;
  • una bustina di vanillina.                                                                                                                        


Per la crema:

  • 4 tuorli;
  • 100 gr. di zucchero;
  • 80gr. di amaretto di Saronno;
  • 50 gr. d'amaretti secchi;
  • 50 gr; di gocce di cioccolato fondente;
  • 500 ml di panna.                                                                                                                                             
Per la bagna:                                              



  • 100 gr d'acqua;
  • 100 gr. di zucchero;
  • 5 cucchiai di amaretto di Saronno.                                                                                                     


Per prima cosa prepariamo il pan di spagna (d'ora in poi PDS). Sarebbe meglio eseguire questa base un giorno prima per evitare che si sbricioli. Comunque per chi non avesse molto tempo, può farlo anche il giorno stesso. Personalmente, spesso lo preparo al momento stando però attento a tagliarlo delicatamente  per evitare tal problema.


Inserisco le uova nella planetaria assieme allo zucchero e comincio a mescolare per un minuto a bassa a velocità e successivamente alla massima velocità usando la frusta per circa cinque minuti e comunque quando la consistenza diventa cremosa, spumosa e in gergo si dice quando "scrive".  Nella foto sottostante  non si vede molto bene ma spero si capisca quello che intendo:

uova finite di montare


  Per chi non possedesse la planetaria può utilizzare un comune frullatore, ultimamente sto usando il frullino in quanto la mia planetaria (sigh!) purtroppo si è rotta ma il prodotto finale da gli stessi risultati solo che, in questo ultimo caso, occorre attendere un quarto d'ora per aspettarsi lo stesso esito.

Dopo aver setacciato le farine con un colino, occorre aggiungerle al composto d'uova e zucchero. Questo è un punto un po delicato perché c'è il forte rischio di far "smontare" (sgonfiare) l'impasto inficiando la perfetta riuscita del PDS. E' utile a questo punto utilizzare una spatola ma, in assenza di questa, va bene anche un cucchiaio. Procediamo con molta delicatezza mescolando le farine con il composto e portando l'attrezzo dal basso verso l'alto. Insomma, invece di mischiare in orizzontale come si è soliti fare bisogna farlo in verticale, in questo modo l'impasto ingloba ulteriore aria  non rischiando di sgonfiarsi.
A questo punto imburriamo e infariniamo una teglia rotonda, meglio se di quelle a bordi apribili e versiamo il composto dentro scrollando orizzontalmente la teglia per livellarlo bene. Infornare a 170 gradi per 35- 40 minuti senza aprire MAI il forno nella prima mezzora. E' importante preriscaldare il forno, in modo che vada a temperatura, almeno 15- 20 minuti prima.
Il risultato dovrà essere questo:

Pan di spagna appena sfornato

 Finito il PDS, prepariamo la crema. Per prima cosa mescoliamo i tuorli con lo zucchero in modo da amalgamare il prodotto, successivamente incorporiamo l'amaretto e continuando la preparazione facendo un bagnomaria non bollente, poggiandovi il preparato sopra e continuando a mescolare prestando però attenzione a non farlo bollire.  E' quindi importante togliere da fuoco quando il composto vela il cucchiaio oppure, per chi possiede un termometro da cucina, allorché raggiunge la temperatura di 85 °.
 Subito dopo, mescoliamo col frullino alla massima velocità e interrompiamomo quando il composto è montato e divenuto freddo. Dopo aver montato la panna a neve la mescoliamo, sempre da basso verso l'alto, al composto d'uovo e amaretto. Sempre con lo stesso procedimento incorporiamo gli amaretti ridotti a pezzetti e le gocce di cioccolato.


L'ultima preparazione da ultimare è la bagna. Mescoliamo sul fuoco acqua e zucchero, bollendo per 5 minuti e, tolto da fuoco, aggiungiamo l'amaretto. Adesso tagliamo il PDS a metà nel senso orizzontale e lo bagniamo con lo sciroppo ottenuto ma aspettando prima un suo completo raffreddamento. Io generalmente utilizzo un pennello da cucina che permette una maggiore omogeneità della bagnatura. 
Successivamente, disponiamo la crema sopra il PDS in moda da formare una cupola e riponiamo in frigo. 
Col restante PDS dobbiamo ottenere tanti piccoli quadrati di circa 1 cm poi , dopo averli spolverizzati di zucchero, andremo a porli  in una teglia ricoperta di carta da forno, per circa 5 minuti a 190 gradi in modo che acquistino una gradevole croccantezza. Una volta freddi li andremo a porre sulla torta, rifinendo infine con una ulteriore spolverizzata di zucchero a velo. Buonissima!!


Allego il link alla fonte originale:


http://profumodilievito.blogspot.it/2007/11/soffio-damaretto.html

lunedì 12 dicembre 2011

COSTRUIRE UN’ECONOMIA SALVA VITE, SALVA NAZIONE, SALVA DEMOCRAZIA.



Da quando scrivo su questo blog mi sono imposto di pubblicare solo lavori frutto del mio sforzo. Non amo essere il megafono di qualcuno, per quanto autorevole, siccome ciò che mi preme maggiormente è diventare ciò che sono, nella consapevolezza che l'unica via per diventare esseri umani sani ed integrati sia quella di abbracciare la propria chiamata personale. Tuttavia in questo caso faccio mio l'appello di Paolo Barnard. La sua encomiabile passione ed abnegazione nel lavoro da giornalista di inchiesta non retribuito ma soprattutto l'urgenza dei temi trattati, richiedono una diffusione il più possibile capillare:

COSTRUIRE UN’ECONOMIA SALVA VITE, SALVA NAZIONE, SALVA DEMOCRAZIA.
Gli economisti della Modern Money Theory in Italia per formare il primo gruppo di attivisti della MMT contro lo scempio del Colpo di Stato Finanziario.
Sono Paolo Barnard. Ho deciso che è assolutamente vitale chiamare in Italia il gruppo fondatore della Modern Money Theory (MMT) per un summit di due giorni dedicato a chiunque sia intenzionato a divulgare la MMT come politica economica nazionale salva vite, salva nazione e salva democrazia.
Il perché: La MMT è oggi probabilmente l’unico strumento esistente di scienza economica e sociale che è in grado di sventare il colpo di Stato finanziario Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista che, particolarmente nell’Europa dell’Eurozona, ha posto fine di fatto alla democrazia. E’ in gioco il destino reale di milioni di famiglie, di centinaia di migliaia di aziende, e dell’Italia stessa nella sua esistenza democratica. L’urgenza è massima, l’Eurozona è al collasso, pochi immaginano oggi le tragiche conseguenze decennali di questo disastro criminoso.
A chi è dedicata l’iniziativa: La MMT sta fiorendo su blog, siti, pubblicazioni come mai prima, in parte per opera del mio lavoro e in parte col contributo di altri attivisti. La MMT è osteggiata come nemico letale dalle elite politico-economiche dominanti, per i motivi da me spiegati ne Il Più Grande Crimine. Esse tenteranno ogni strada per soffocare la MMT in Italia e nel mondo. Se gli attivisti e i bloggers diffonderanno la MMT in modo approssimativo e non fedele alla sua scientificità, le elite avranno un’arma micidiale per screditarci, e sarà la fine. Motivo per cui io, e il gruppo di economisti americani leader della MMT, abbiamo deciso di indire un summit nazionale di due giornate dove tutti gli attivisti, bloggers, e cittadini intenzionati a promuovere la MMT potranno recarsi per ottenere dalla fonte più autorevole al mondo una infarinatura essenziale e completa su: MMT – Perché e come siamo caduti vittime del Colpo di Stato Finanziario – Crisi dell’Euro e soluzioni per l’Italia – Crisi Finanziaria, chi sono i criminali e come prevenirle – Costruire uno Stato sovrano che tuteli i cittadini con piena occupazione e pieno Stato Sociale, piena ricchezza produttiva e accesso alla democrazia vera. Essere competenti è vitale. Un volantino ufficiale sarà postato su questa pagina appena possibile.
I docenti: Saranno i Professori L. Randall Wray, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback e (da confermare) William Black, i cui CV accademici sono pubblicati in calce. Paolo Barnardcurerà la lezione sul colpo di Stato finanziario Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista.
Il luogo e date: Un hotel con centro conferenze in zona Umbria-Toscana per essere raggiungibili da nord e sud Italia; alternativamente un campus universitario nella stessa area, da decidere. Date da decidere, ma il prima possibile (tutto sarà comunicato su questa pagina).
Come funziona: I docenti non chiedono parcelle, ma solo rimborsi spese. Tuttavia le spese sono molto elevate (hotel, sala, traduttori simultanei professionisti d’economia, voli, trasporti ecc.). Chi desidera partecipare dovrà pagare una quota. La quota per le due giornate sarà di 40 euro (escl. vitto e alloggio dei partecipanti, che si auto organizzeranno). Calcolerò il budget complessivo dell’evento (che vi verrà reso noto) e lo dividerò per 40. Il numero risultante sarà il numero minimo richiesto di adesioni per lanciare l’organizzazione. Si aderisce scrivendo una mail apaolo.barnard@yahoo.it, con questa intestazione tassativa:summit nazionale MMT in ItaliaOgni altra mail sarà ignorata. La mail dovrà contenere SOLO il nome e cognome del partecipante con data di nascita e null’altro, no mail con nomi multipli (1 mail 1 nome), no nicknames, no lettere o richieste di spiegazioni. Al raggiungimento del numero minimo necessario, pubblicherò la lista piena dei nomi su questa pagina del mio sito. Se le adesioni saranno ampiamente in eccesso della capacità di ospitare i partecipanti, valuteremo se chiudere le iscrizioni o indire un secondo evento.
Gli aderenti dovranno poi versare l’importo per intero su un c/c da definire e che sarà comunicato qui in futuro. Al completamento dei versamenti necessari a coprire le spese vive, l’organizzazione diverrà concreta. Se non sarà raggiunto il numero sufficiente, il denaro verrà donato sotto diretta supervisione del Prof. L. Randall Wray (e rilascio di documentazione relativa) a studenti bisognosi che fanno ricerca su MMT all’Università del Missouri Kansas City (UMKC) e che rischiano l’abbandono degli studi per ristrettezze economiche*. Idem per ogni cifra raccolta in eccesso del necessario. La verifica della correttezza di tali eventualità è di facile attuazione, dato che il numero di aderenti è pubblico e il calcolo della cifra donata è ovvio a fronte del budget originario da me pubblicato.
Ulteriori partecipanti: E’ lasciata libera iniziativa agli aderenti di divulgare l’evento a partiti, gruppi, singoli, media, amministratori pubblici ecc. Tutti costoro, tuttavia, saranno tenuti a iscriversi con relativa quota di partecipazione. Ma attenzione: SI SPECIFICA CHE L’EVENTO E’ ESCLUSIVAMENTE PER APPRENDERE LA MMT, E NON PER DIBATTERE DI ALTERNATIVE POLITICHE O ECONOMICHE AD ESSO. NON SARA’ PERMESSO IL DIBATTITO AD ALCUNO SE NON SULL’APRENDIMENTO DELLA MMT. QUESTO NON SARA’ UN DIBATTITO PUBBLICOMA UN SUMMIT SU UN TEMA SPECIFICO, LA MMT.
Questo perché le poche ore disponibili nelle due giornate saranno interamente prese dalle lezioni dei docenti e dalle domande pertinenti alla MMT degli iscritti.Abbiamo poco tempo e pochi mezzi, purtroppo.
Sponsor: Sponsor istituzionali (Comuni, Province ecc.) e privati (aziende, singoli) sono ben accetti, a patto che sia chiaro che non sarà permesso alcun patrocinio di colore politico o confessionale. Chi trova uno sponsor lo può comunicare alla medesima mail con intestazione tassativa: sponsor summit MMT.
* (In America ci sono studenti che letteralmente vivono coi bollini per le mense dei poveri e tentano lo stesso di studiare. Wray e colleghi li aiutano come possono.)
I CV accademici dei docenti americani:
L. Randall Wray is a Professor of Economics at the University of Missouri-Kansas City and Senior Scholar at the Levy Economics Institute of Bard College, NY. A student of Hyman P. Minsky, Wray has focused on monetary theory and policy, macroeconomics, financial instability, and employment policy. He has published widely in journals and is the author of Understanding Modern Money: The Key to Full Employment and Price Stability (Elgar, 1998) and Money and Credit in Capitalist Economies (Elgar 1990). Wray received a B.A. from the University of the Pacific and an M.A. and Ph.D. from Washington University in St. Louis. He has served as a visiting professor at the Universities of Rome and Bologna in Italy, the University of Paris, and UAM and UNAM in Mexico City.

 Stephanie KeltonPh.D. is Associate Professor of Economics at the University of Missouri-Kansas City, Research Scholar at The Levy Economics Institute and Director of Graduate Student Research at the Center for Full Employment and Price Stability. She is creator and editor of New Economic Perspectives. Her research expertise is in: Federal Reserve operations, fiscal policy, social security, health care, international finance and employment policy.  Follow her at twitter.com/deficitowl.
Warren Mosler, Co-Founder and Distinguished Research Associate of The Center for Full Employment And Price Stability at the University of Missouri in Kansas City. CFEPS has supported economic research projects and graduate students at UMKC, the London School of Economics, the New School in NYC, Harvard University, and the University of Newcastle, Australia.
Marshall Auerback has over 28 years of experience in investment management. He is currently a portfolio strategist with Madison Street Partners, LLC, a Denver based investment management group, a Fellow with the Economists for Peace and Security, and a Research Associate for the Levy Institute. He is a frequent contributor to New Economic Perspectives.
William Black, J.D., Ph.D. is Associate Professor of Law and Economics at the University of Missouri-Kansas City. Bill Black has testified before the Senate Agricultural Committee on the regulation of financial derivatives and House Governance Committee on the regulation of executive compensation. He was interviewed by Bill Moyers on PBS, which went viral. He gave an invited lecture at UCLA's Hammer Institute which, when the video was posted on the web, drew so many "hits" that it crashed the UCLA server. He appeared extensively in Michael Moore's most recent documentary: "Capitalism: A Love Story." He was the subject of featured interviews in Newsweek, Barron's, and Village Voice.